Sta a ciascuno di noi rimanere con gli occhi aperti per non perdere queste tracce per essere consapevoli, e non burattini manovrati senza capacità critica.
Su questo blog c'è qualche traccia, il resto non dovete mai smettere di cercarle voi.

domenica 31 ottobre 2010

“Protezione animali? No, commerci non chiari”


Il Tierschutzbeirat (Comitato Tutela Animali) è un organo consultivo nominato dal Ministero dell’Ambiente e Foreste di ciascun Land tedesco. La sua composizione garantisce la rappresentanza di vari settori professionali e sociali che hanno a che fare col mondo animale: veterinari, esponenti della vita pubblica, dell’insegnamento superiore e universitario, dell’industria e dell’agricoltura, associazioni di protezione animali, con la partecipazione di esperti esterni. Il suo ufficio è fornire consulenza al Ministero sul tema del benessere animale, elaborare proposte legislative, promuovere presso il pubblico una cultura di tutela degli animali.
Il Tierschutzbeirat della Renania-Palatinato ha il suo da fare. Il Land fa parte, col Baden-Württemberg, della cintura di confine sud-ovest della Germania, quella che per prima riceve i flussi di trasporto di massa dalla Spagna e che vede passare i carichi dal Sud verso i centri di raccolta del Nordreno-Westfalia. S’intende che trovarsi all’ovest non lo risparmia dall’invasione dei trasporti orientali. Del resto, l’abbiamo già ricordato più volte, all’arrivo di tanti carichi (cioè di tantissimo denaro) dall’estero si accompagna all’interno una particolare voracità di certe organizzazioni nel rastrellare offerte dai fini mai chiariti. Se qualcosa sembra risultare ormai ben chiaro alle autorità del Land, è il dilagare del fine economico-finanziario nella cosiddetta protezione animali all’estero.
E la situazione deve essere arrivata al livello di guardia, se il Tierschutzbeirat ha deciso di diramare, nello scorso maggio, un pubblico comunicato ai cittadini del Land.
Commercio di cani sotto la copertura della protezione animali
25.05.2010
Il Comitato Tutela Animali del Land Renania-Palatinato mette in guardia da dubbie pseudorganizzazioni di protezione animali che per puro profitto piazzano cani provenienti dall’Europa del Sud e dell’Est. Non di rado agli ignari acquirenti si fa credere che si tratti di cani salvati da centri di uccisione all’estero. In realtà è però ben fondato il sospetto che attraverso allevamenti di massa programmati venga servito un mercato che sotto la copertura della protezione animali sfrutta la compassione della gente di buon cuore. “Una sensata protezione animali all’estero trova invece la sua piena realizzazione sul posto, e precisamente sotto forma di lavoro di sensibilizzazione e di sterilizzazioni per ridurre le nuove generazioni canine”, ha spiegato il dott. Helmut Stadtfeld, presidente del Comitato Tutela Animali.
Agli amanti degli animali che, dopo una ben ponderata riflessione, si siano decisi ad acquistare un cane, Stadtfeld consiglia di rivolgersi a un allevamento trasparente e fidato o a un rifugio ben gestito, dove ci si può scegliere con calma il nuovo amico domestico e non si ricevono pressioni per l’acquisto. Da respingere, a suo parere, qualsiasi forma di questo commercio di cani, giacché i cuccioli, che nell’importante fase dell’imprinting devono adattarsi più volte a un nuovo ambiente, non di rado sviluppano problemi comportamentali fino ad arrivare all’aggressività.Dietro organizzazioni di protezione animali dai nomi che suonano così bene, e che si dedicano soprattutto o esclusivamente all’intermediazione di cani dall’estero, si nascondono spesso mercanti di cani particolarmente sospetti. Quindi, rifuggire da acquisti fatti d’impulso sulla base di offerte in internet o dal comprare un cucciolo malato per compassione, o cani che vengono venduti alla porta di casa o nei parcheggi in autostrada, o comunque ostentando urgenza. Accogliendo con pie intenzioni cani del genere, si corre il rischio di incrementare un rifornimento proveniente da fonti dubbie.


“Allevamenti programmati di massa”. Più chiaro di così. Ci avevamo pensato più volte, e non solo per la Spagna, anche se forse è alla Spagna, magari con la Romania, che spetta il primato della produzione e del rifornimento; ma anche il nostro Sud non scherza. Forse escono dalle perreras più cani di quanti ce ne entrino e, come sotto il nostro sole campano o siciliano, pugliese o calabrese, più cani si spediscono più ne saltano fuori. A dispetto della soppressione, che esiste in quanto tale in quasi tutta l’Europa, ma che per qualche ragione funziona a meraviglia da strappacuori solo per le spedizioni al Nord. Prima per le collette per i chip, per gli esami, per vaccini che, se abbiamo capito come funziona, qualche volta sono all’acqua fresca; poi per la vendita. Tanto che perfino da noi l’espediente “destinato alla soppressione!” comincia ad aver successo fra i bancarellari del web. Che il randagismo sia un business l’abbiamo sentito dire dalle voci più svariate e con le più svariate intenzioni. Che sia un business non occasionale, anzi necessario a qualcuno, l’abbiamo detto più volte. Ricordiamo questa voce del piano produzione: allevamenti programmati di massa.
Perché è questo l’aspetto su cui punta l’attenzione il Tierschutzbeirat, che ha emanato il suo comunicato in una prospettiva di difesa del consumatore medio, così come lo si farebbe parlando del mercato dei cuccioli dell’Est. Speriamo che più nessuno, ormai, si sorprenda sentendo parlare di acquisto – Kauf – nei rifugi così come negli allevamenti, e vedendo associare questo termine alla Vermittlung, l’intermediazione che si insiste a far passare per adozione.
Ma se – una volta chiarito che non si sta parlando di protezione animali all’estero perché quella, si dice, è tutt’altra cosa – se si destina questa presa di posizione a un settore e a un problema ben precisi… che fine fanno tutti i cani invenduti, o non venduti a questo bacino d’utenza: e ce ne sono, a meno che ogni acquirente non se ne compri un branco? E che fine fanno gli acquisti sbagliati, e anche di questi ce n’è non pochi, o questo comunicato non avrebbe ragion d’essere? E dove vanno tutti quelli che non sono neppure destinati a un rifugio, ma a chissà quali stalli e depositi?
A proposito. Da un paio d’anni e forse più ci par d’essere in Renania, e magari avessimo anche noi un Tierschutzbeirat. Buffa situazione quella del nostro Paese, che passa cani agli ambulanti d’Oltralpe e intanto fa lo stesso mestiere coi cani della Spagna, anche sotto l’egida di “organizzazioni di protezione animali dai nomi che suonano così bene”. Che strazia le anime e spreme i portafogli con la stessa propaganda che altri usano nei nostri confronti. Che porta cani non a gruppetti, non a furgoni, ma a camionate, e li sparge in giro non senza l’uso copioso del porta a porta, dello stallo, del deposito, a spese degli animali dei due Paesi. È la globalizzazione, bellezza; ma temiamo proprio che con la protezione animali, all’estero e qui, abbia ben poco a che fare.
http://www.copernico.de/tierschutzbeirat/pressetexte.php?text=hundehandel_unter_deckmantel

15 commenti:

Ringhio ha detto...

Oh guarda, proprio in questi giorni appare, nella home page di una grande associazione italiana il cui nome suona così bene, la celebrazione del trasporto in Italia di 115 cani spagnoli ad opera dei volonterosi volontari di una sezione che ha lunga pratica in questo...
Se ben ricordo lo sviluppo della questione, si è passati nel giro di un annetto da un'illuminata tolleranza a una decisa sponsorizzazione anche nel notiziario nazionale.
E se ben ricordo quanto si è letto in giro anche nei forum spagnoli, ogni volta c'è la corsa alla raccolta di offerte per vaccini da fare... il giorno prima della partenza!
Ma come si fa a sistemare questi cani fra canili e stalli - sì, stalli - quando si sa bene che non si riescono a sistemare cani recuperati dall'abbandono e dai sequestri in Italia, anche quando si tratta di pochi animali? quando i canili scoppiano?
Cicerone soleva dire che non si spiegava come due aruspici che si incontravano per strada, diretti entrambi a svolgere solennemente le loro funzioni, riuscissero a non scoppiare a ridere guardandosi in faccia.
Ecco, appunto.

Anonimo ha detto...

In questi giorni leggiamo e sentiamo commenti esultanti da parte di sottosegretari ed associazioni per il recepimento della direttiva di Strasburgo, tutti dicono che "finalmente si metterà fine all'importazione di cuccioli (provenienti prevalentamente dai paesi dell'Est europeo"...ma a nessuno importa nulla dell'importazione di randagi che pure è continua a massiccia!
Forse fingono di ignorarla per non dover parlare anche dell'esportazione dei nostri randagi che, evidentemente, frutta ad amici degli amici!!!

Aquila Nera ha detto...

Non c'è che dire: Italia= bohhhhhhhh!! Si cercano favolose famiglie straniere per i randagi nostrani, 1° perchè gli italiani sono cattivi ed i canili lager, 2° perchè cominciamo ad avere troppi randagi e, chiudendo un occhio e strizzando l'altro, le maestranze tutte si affidano al "buon cuore" degli staffettisti per svuotare le file del randagismo. Ma nel contempo ecco che le file del randagismo italiano si rinnovano con l'arrivo di nuovi ospiti stranieri, anche loro dipendenti da cattivi spagnoli, da canili obbrobrio ed allora si da il via a raccolte fondi per farmaci, stalli e stallette: brevi soggiorni o forse lunghi nel nostro Bel Paese così già tanto intasato di randagi dal creare quell'eterno ed interminabile spostamento di creature inermi nei freddi Paesi del Nord. Ma quanti abitanti ci sono in quelle lande da poter permettere un così ampio alloggio per milioni e milioni di esseri senza tetto? Ed il tutto con il permesso di quanti si sono fatti promotori e vincitori della battaglia contro il traffico dei cuccioli dall'est? Ma il nostro traffico di adulti, cuccioli, tripodi, sordi e ciechi (e chi più ne ha più ne metta) verso le sconfinate terre nordiche non interessa proprio alcuno? Possibile siamo così tanto altruisti da pensare ai cuccioli dell'est e sputare sulla vita dei nostri cani?

Anonimo ha detto...

Ma se gli stessi tedeschi dicono che c'è qualcosa che non va, come mai si continuano a mandare cani in Germania? C'è qualcosa di perverso e di sottilmente malvagio in ciò, oppure ci prendono tutti in giro. Oppure dei cani non gliene frega niente quasi a nessuno. Mi chiedo come è possibile permettere tutti questi spostamenti di animali senza colpo ferire. Il fatto è che forse il problema è ben più grande e le ruote unte sono proprio quelle motrici che stanno in alto, molto in alto...
Randagio Libero

Anonimo ha detto...

SONO ANNI E ANNI CHE FANNO COSI' SPERO CHE PRIMA O POI QUALCUNO SERIO FACCIA SPARIRE TUTTE QUESTE ASSOCIAZIONI DI DELINQUENTI COPERTI DA SINDACI E POLITICI CHE SFRUTTANO I RANDAGI -- CHE SCHIFOOOOO --

DL3 ha detto...

http://dl3mashael.blogspot.com/2011/02/man-and-thirsty-dog.html

Ringhio ha detto...

grazie, DL3, per aver postato il link di questo bellissimo hadith del Profeta.
Un viandante assetato incontra finalmente un pozzo, vi scende e si disseta. Risalito, si accorge di un cane talmente ansimante di sete da leccare il fango per trovarvi qualche ristoro. Pensa: "Questo cane è allo stremo della sete come lo ero io poco fa". Scende di nuovo nel pozzo, riempie la sua scarpa d'acqua e la offre al cane. Allah, la cui essenza è clemenza e misericordia, lo premia per la carità mostrata anche verso quel cane.
Una buona dimostrazione di una delle radici autentiche dell'Islam, al di là delle sovrastrutture accumulatesi nei secoli. La stessa tradizione è anche cristiana: un racconto della Chiesa etiopica attribuisce questo gesto d'amore alla Vergine Maria.
Tutto doppiamente significativo, pensando a come sia considerato il cane in certe interpretazioni estremiste di entrambe le religioni.

Anonimo ha detto...

Ma tutti voi che parlate tanto male del lavoro degli altri personalmente cosa fate a parte digitare su scenari apocalittici da dietro il pc? Cioè cercate di togliere dai canili italiani (anche lager inutile girarci intorno) qualche cane piazzandolo da qualche amico fidatissimo? Cercate di rompere le scatole ai comuni affinchè spendano i loro soldi per costruire canili a misura di cane invece che per qualche sagra delle tagliatelle al cinghiale? Oppure perchè la gente si decida a sterilizzare i loro animali e amicrochipparli? Sono so: magari le vostre intenzioni saranno ottime però non ci fate mai sapere materialmente se parlate solo o lavorate anche pe gli animali che dite di vole difendere?

Anonimo ha detto...

Perchè voi che soluzione avete per salvare dalla morte i cani spagnoli o di altri posti? Cioè ok ci saranno degli impostori dietro ad alcuni di questi movimenti di animali (perchè finchè mi dicevate che se i cani italiani vanno all'estero c'era da stare attenti, ma ora dite che pure quelli che vengono da noi chissà che fine fanno...ma vi rendete conto del delirio o no?). Ma che fate preferite stare a guardare mentre da qualche parte li ammazzano? Complimenti! A proposito: dei 115 cani importati dalla Spagna dall'ENPA due sono finiti nel rifugio dove sono volontario ed ora sono in famiglia. Volete negare anche questa verità alla ricerca del male ad ogni costo?
Fatevi curare da uno bravissimo.

Anonimo ha detto...

da anonimo a due anonimi: credo che possiate anche essere in buona fede, ma ignorate quello che avviene in molti canili italiani (non del sud ma del nord Italia) dove i cani vengono abbattuti.....
Credo anche che ignoriate il lavoro che le persone di buon senso portano avanti da tanto tempo per fare che sindaci ed asl compiano il loro dovere e per predicare ed attuare le sterilizzazioni mettendovi denari di tasca propria.
Abbiamo calcolato che con la sterilizzazione di 30 cagne di media grandezza in un anno si impedisce la nascita di 900 cuccioli: in pochi mesi siamo arrivate a 28 sterilizzazioni effettuate e, che ci crediate o no, siamo anche state attaccate e contestate...sarà forse perchè togliamo "merce" ai trafficanti???

Aquila nera ha detto...

Ai primi due anonimi dell'8 marzo: forse qualcuno ha ragione nel dire che si sta davanti al pc, d'altronde lo stesso posto lo state occupando anche voi ma alcuno ve ne fa una colpa : libertà innanzi tutto specialmente se nessuno chiede a voi che cosa ci state a fare invece di salvare gli animali.Per quello che riguarda i canili da far costruire ai Sindaci mi sembra sia stato scritto su qualche Legge, a buona memoria datoche di anni ne sono passati sin troppi. Se si ha piacere di non vedere più i cani nei rifugi ma di piazzarli non in mano di amici fidati ma di gente lontana centinaia di Km. ognuno fa le sue scelte ricordandosi però che non sono scelte degli animali piazzati che il più delle volte si trovano all'inizio presso "famiglie meravigliose" ma ben presto cominciano a conoscere altri orrori.Al secondo anonimo spiego solo che sarebbe volontà di tutti salvare tutti gli animali di questa terra ma dato che è impossibile arrivare a tutto ritengo che la necessità primaria sia quella di trovare casa ai propri ed in seguito agli altri in quanto, rimanendo quelli italiani nei rifugi senza adozioni si va ad incrementare l'idea del canile lager italiano per sovraffollamento. Comunque c'è il mercato libero, giusto? la mercanzia va e viene e purtroppo gli animali sono da un pezzo considerati dai molti solo merce da traslocare in barba ai controlli degli affidi, in barba ai cani smarriti durante i viaggi, in barba al loro benessere. D'altronde l'Italia sta incamerando di tutto, giusto? ed ogni prodotto locale val al secondo posto. Tranquillo il secondo anonimo: ai cani ci pensa lui ma ci pensano anche gli altri.

Ringhio ha detto...

Nel sito della sezione ENPA che più ha trainato l'attività scafistica dalla Spagna - peraltro appannaggio, tuttora, di diverse piccole e medie imprese - è apparsa non molto tempo fa la versione per il pubblico, tanto acrobatica nella formulazione quanto ricca, nella sostanza, di sottintesi e "pezze a colore", del defilarsi inaspettato del nome dell'associazione dall'operazione. Del nome, eh: perché è quello che conta, e l'avventura a quel bel suono ha cominciato a procurare qualche incrinatura fuori tono. Chi non lo sapeva lo ha indovinato; chi lavora sul campo, e quindi sa, aveva già forzatamente messo insieme qualche tassello. Quindi, lo si vada a leggere, "non ci stiamo più, ma chi fosse interessato può rivolgersi a...". Oh, arte consumata del paso doble. Solo i grandi sanno praticarla in souplesse cadendo (finora) sempre in piedi.
Avevamo dimenticato di darne conto; l'emergere inopinato di questi interventi di (forse) due anonimi, tanto tempo dopo la pubblicazione del post, ci ha dato modo di farlo. Grazie. Ci ha ricordato un dovere. Promettiamo che d'ora in poi, cadesse il mondo, troveremo il modo di stare un po' di più davanti al pc.

Steve Finnell ha detto...

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Aquila Nera ha detto...

Non credo affatto all'interpretazione che si da al nostro Paese definendolo "cattolico-cristiano". Niente di più avvilente perchè non farebbe altro che dimostrare la falsità di una religione all'acqua di rose ove tra il dire ed il fare vi è di mezzo il mare. Sfido chiunque a definire cattolco-cristiano ogni appartenente a quelle file di gente senza scrupoli che, sin troppo conscia del male che sta facendo, ancora continua a giocare sulla pelle di povere creature inermi inneggiando a fantastiche sistemazioni in luoghi lontani ove alcuno avrà mai opportunità di controllare il destino di milioni di animali. Esame di coscienza, questo è qullo che manca soprattutto come ancora si cerca dinon pensare a quanto deciso l'anno passato sulla sorte dei randagi: l'avvio verso le camere delle sofferenze ove la morte sembrerebbe giungere come sollievo

Anonimo ha detto...

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