Sta a ciascuno di noi rimanere con gli occhi aperti per non perdere queste tracce per essere consapevoli, e non burattini manovrati senza capacità critica.
Su questo blog c'è qualche traccia, il resto non dovete mai smettere di cercarle voi.

venerdì 23 gennaio 2009

Pointer trattati come sardine: sono 169 dove possono stare in 40

La drammatica denuncia del Servizio Veterinario dell’Ausl
Ci sono irregolarità nella gestione dei cani sequestrati al veterinario Guberti; stanno emergendo, nero su bianco, in questi giorni e fanno parte anche di una segnalazione del responsabile del Servizio Igiene degli Alimenti e produzioni zootecniche dell’Ausl di Ravenna al Comando della Guardia forestale di Ravenna.
Segnalazione che però non sembra essere ancora pervenuta alla Procura. Il responsabile del Servizio, Enrico Tammiso, evidenzia tre punti particolari:
1) uno dei due iniziali custodi dei cani, Bruno Mei Tomasi, ha subdelegato l’affidamento dei 46 pointer sequestrati il 29 dicembre ad altra persona con un atto «che non appare formalizzato in maniera corretta»;
2) che l’associazione AnTA, ovvero Associazione nazionale Tutela Animali, «non risulta presente fra quelle riconosciute dal Ministero» della Salute per l’affidamento degli animali sequestrati o confiscati, come imposto dalla legge 182 del 2004;
3) i 169 cani sequestrati sono ospiti di una struttura, la pensione per cani ‘Bau Bau Micio Micio’ di Occhiobello, «che può al massimo contenerne 40-45». Una prima comunicazione in tal senso era stata inviata al Corpo Forestale provinciale il 13 gennaio; a questa ne ha fatto seguito una ulteriore.Il documento a firma di Tammiso evidenzia poi un’altra importante circostanza, relativamente alla salute degli animali. I cani pointer sequestrati il 29 e il 30 dicembre sono stati oggetti di visita presso la pensione di Occhiobello il 9 gennaio.
Nel referto si afferma di aver trovato gli animali «in buono stato di nutrizione e di salute» e di aver solo accertato una «diffusa presenza di arrossamenti alle parti distali degli arti, per ovviare alla quale sono state impartite adeguate istruzioni verbali». Nel corso del sopralluogo sono stati identificati i 169 cani sequestrati e sono stati trovati undici cuccioli di pointer privi di microchip «non citati nella comunicazione inviata» al Servizio «dal Corpo forestale dello Stato».
Circa la struttura ospitante, Tammiso evidenzia gli sforzi compiuti dai responsabili e «dai numerosi volontari» per far fronte all’emergenza e per fornire un «alloggio provvisorio accettabile», ma aggiunge anche che «la pensione è autorizzata per venti box di un metro e mezzo per un metro e mezzo, idonei quindi ad ospitare al massimo due cani del peso di 11-30 chili secondo le indicazioni fornite dalla Regione Veneto. Viste le taglie medie e il peso dei cani ospitati — sottolinea Tammisio nella nota alla Forestale — si ritiene che alla luce dei parametri di riferimento indicati, nella struttura potrebbero essere ospitati al massimo 40-45 cani e non i 169 sequestrati e attualmente alloggiati».Alla comunicazione, la Forestale, a quanto pare, non ha dato risposta al Servizio. Nè, come si è detto, ha ritenuto di informare la Procura.
Il Resto Del Carlino 2009-01-23 di CARLO RAGGI

6 commenti:

ringhio ha detto...

C'è un errore nell'articolo.
Il dott. Enrico Tammiso fa parte non della USL di Ravenna, ma del Servizio di Sanità animale della USL 18 di Rovigo, e in questa veste ufficiale ha potuto ispezionare la struttura di Occhiobello, che si trova nel suo territorio.
Il suo intervento dunque è al disopra di ogni sospetto.
A questo punto però mi domando se abbia inviato veramente i suoi rilievi alla Forestale di Ravenna, e non piuttosto a quella di Rovigo.
Di sicuro deploro che non l'abbia inviato al Comando Carabinieri per la Tutela dell'ambiente a Roma.

Anonimo ha detto...

Secondo me i cani dovevano rimanere nel territorio Regionale, questa divisione di competenze può creare confusione.

Aquila Nera ha detto...

Deplorevole il "trattamento come sardine". Se tale sistemazione fosse stata rilevata dal Nirda in qualsiasi canile-rifugio d'Italia certamente avrebbero posto la struttura sotto sequestro. Ma in questo caso..... chi ha agito ha avuto il loro benestare ed allora tutto va bene.

Anonimo ha detto...

Il continuo spostamento di animali da un luogo all'altro, e peggio ancora da una Regione all'altra, crea gravi confusioni e sovrapposizione di competenze che certo non producono nulla di buono per gli animali. Mi auguro che il dr. Tammisio abbia inviato le sue deduzioni a chi di dovere, altrimenti tutto è inutile.

Giulia ha detto...

Questi cani sono stati sequestrati perché ritenuti essere in condizioni non adatte... ora sono in un altro luogo, ma a quanto pare nemmeno qui sono in buone condizioni.
Secondo me, c'è qualcosa che non va...!
E sono d'accordo che i cani non vadano spostati come pacchi postali, oltre regione... penso che si sarebbe potuto trovare un modo migliore di aiutarli...

Pippo ha detto...

169 cani in uno spazio per 40 vuol dire 4 volte i posti disponibili: nello spazio di un cane sono in quattro. Queste non sono condizioni accettabili!! Non è forse uno scandalo anche questo?