Sta a ciascuno di noi rimanere con gli occhi aperti per non perdere queste tracce per essere consapevoli, e non burattini manovrati senza capacità critica.
Su questo blog c'è qualche traccia, il resto non dovete mai smettere di cercarle voi.

sabato 7 giugno 2008

Quando la vita è solo merce


Non c’è distinzione tra vita animale e vita umana, quando essa diventa “merce”. Ma solo vita umiliata, sfruttata, fatta a pezzi, calpestata, oggetto di inimmaginabili sofferenze.
E’ la vita senza nome, senza voce, un assegno in bianco per associazioni a delinquere, siano essi bambini, animali o anziani, ed è sempre peggio.

E’ questa la nostra civiltà? Assolutamente no, è il nostro declino, la nostra vergogna.
La mercificazione illecita di migliaia di animali riguarda tutti, perché è il simbolo di una società che mette al primo posto il denaro, che non ha rispetto per nessuna vita.
La sofferenza per scaramanzia la teniamo lontana, tanto ci pensa il potere ad anestetizzare le nostre menti, che non devono sapere quanto orrore si nasconde per aumentare il privilegio di pochi.

Non si tratta di contrapporre la vita animale alla vita umana, la liberazione da qualsiasi male riguarda entrambe.

I migliaia di randagi che si esportano, e con molta probabilità saranno torturati, dove la morte sarà per loro una liberazione, riguarda tutti, ovunque c’è un movimento di denaro illecito riguarda tutti, e può riguardare tutti, anche chi si sente ora immune, il Dio denaro non ha pietà.

Non è nemmeno corretto vergognarsi di appartenere all’essere umano, di cosa si devono vergognare gli esseri umani che ogni due secondi ce nè uno di loro che muore di fame?
Di cosa si devono vergognare le vittime di una falsa scienza che usa la vivisezione consapevole che è il principale rischio per la salute umana perché inattendibile?
Di cosa si devono vergognare i bambini oggetti di traffici, che lavorano 20 ore al giorno senza nemmeno avere in cambio il cibo per nutrirsi?

Sono due le categorie umane che hanno il dovere di provare vergogna, i pochi che pensano solo alla ricchezza e che tengono le redini del mondo, e chi si ostina a non voler sapere, a credere alle favole, a dire non dipende da me.

Sui primi non c’è da aver speranza perché sono demoni, sui secondi hanno molta responsabilità.
Il sapere è un arma potentissima, che può cambiare le nostre scelte, può frenare questo declino di barbarie, non a caso la verità viene nascosta con molta attenzione.

Pensate a un randagio che ha patito chissà cosa, chiuso in un canile magari lager, e alla fine anziano quando aspetta con rassegnazione la morte, viene prelevato, narcotizzato, ammassato insieme ad altri per lunghissimi tragitti, e magari si ritrova in un laboratorio, in uno stabulario dove viene fatto a pezzi, ustionato e quant’altro. Pensateci, e immedesimatevi se avete coraggio.

Questa realtà tocca anche molti umani, potrebbe toccare anche uno di voi, pensateci.

3 commenti:

Francesco ha detto...

Basta guardare gli occhi del cagnolino nel trasportino... mi son venuti i brividi.
Siamo al delirio universale, e tutto questo solo per Di denaro.
Può toccare chiunque, sì, ma in troppi non ci pensano, hanno le menti offuscate da false informazioni.

elettra ha detto...

Gandhi ha scritto: non ci vergognamo di sacrificare una quantità di altre vite per agghindare il nostro corpo mortale o per cercare di prolungarne l'esistenza per pochi fugaci istanti con il risultato che uccidiamo noi stessi, sia l'anima che il corpo.

Anima Animale ha detto...

Non è facile immedesimarsi in un cane che ha patito da sempre, ha conosciuto solo carcere di un canile, e alla fine stanco e malato deportato all'inferno.
Come non è facile immedesimarsi nelle vittime dell'olocaustro dei nazisti, o della guerra in Bosnia, come non è facile immedesimarsi nella sensazione di chi ha fame per chi è sazio.
Sopratutto perchè pensiamo che tutte queste realtà non toccheranno mai noi, quanto è sbagliata questa convinzione!
Immaginate quanti cani di prorietari che li amavano si sono persi nel nulla e magari finiti in uno stabulario, non è fantascienza, e in quel tavolo non ci è finita solo una vita animale maanche il cuore disperato del suo compagno umano.
Basta con le fin troppe finte arche per la salvezza,basta a pensare a difendere solo il nostro orticello, tanto non sarà mai sicuro. E' ora di costruire un arca di alleanza per difendere la vita, prima che sia troppo tardi, prima che alla fine di questo percorso terreno non ci portiamo dietro solo vergogne.